MARLENE DUMAS ATTRAVERSA PIER PAOLO PASOLINIMARLENE DUMAS GOES THROUGH PIER PAOLO PASOLINI

Marlene Dumas, Pasolini, 2012, olio su tela, 40x30 cm courtesy the artist, ph. ©Peter Cox Milano, Stelline
Pasolini, 2012, ph. ©Peter Cox

Marlene Dumas, Pasolini’s Mother, 2012, olio su tela / oil on canvas, 40x30 cm, courtesy l’artista / the artist, ph. ©Peter Cox Milano, Stelline
Pasolini’s Mother, 2012, ph. ©Peter Cox

Marlene Dumas, Mamma Roma, 2012, olio su tela / oil on canvas, 30x24 cm, courtesy l’artista / the artist e /and Le Case D’Arte, Milano, ph. ©Edo Kuipers Milano, Stelline
Mamma Roma, 2012, ph. ©Edo Kuipers

Marlene Dumas, Pasolini’s Jesus, 2012, olio su tela / oil on canvas, 30x24 cm, courtesy l’artista / the artist, ph.©Peter Cox Milano, Stelline
Pasolini’s Jesus, 2012, ph.©Peter Cox

Questi sono i quadri più belli della mostra di Marlene Dumas alla Fondazione Stelline di Milano. È una mostra sorprendente. Ricca e profonda. Ha una spina dorsale robusta. A sostenerla è un pensiero coerente. Che la Dumas sia una grande artista lo si vede anche dal fatto che riesce a convincere nonostante rinunci alla tecnica nella quale eccelle: l’acquarello. Che i dipinti ad olio non raggiungano l’intensità degli acquarelli appare chiaro anche a un occhio non esperto. Eppure la sincerità e la serietà di questi lavori, suppliscono a questa mancanza.
Penso che il modo migliore per accostarsi a questa mostra sia guardare la video-intervista alla Dumas realizzata da Undo.net che potete guardare qui. In particolare quando l’artista dice:

«Ho preso come riferimento anche il film di Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo, ndr). Ho pensato al personaggio che interpreta Gesù e come il regista ha costruito l’intero film… Dalla scelta di sua madre per il ruolo di Maria sotto la croce, fino all’utilizzo della voce di Odetta che canta: “Sometimes I feel like a motherless child” (“A volte mi sento un bambino senza madre”). E questa è un’altra connessione con l’orfanotrofio, con l’assenza della madre e con la Pietà…».

Un ultima cosa: nelle prossime domeniche ci saranno delle visite guidate gratuite per adulti e per adulti con bambini. Qui trovate le date, gli orari e le altre informazioni utili

Marlene Dumas, Pasolini, 2012, olio su tela, 40x30 cm courtesy the artist, ph. ©Peter Cox Milano, Stelline
Pasolini, 2012, ph. ©Peter Cox

Marlene Dumas, Pasolini’s Mother, 2012, olio su tela / oil on canvas, 40x30 cm, courtesy l’artista / the artist, ph. ©Peter Cox Milano, Stelline
Pasolini’s Mother, 2012, ph. ©Peter Cox

Marlene Dumas, Mamma Roma, 2012, olio su tela / oil on canvas, 30x24 cm, courtesy l’artista / the artist e /and Le Case D’Arte, Milano, ph. ©Edo Kuipers Milano, Stelline
Mamma Roma, 2012, ph. ©Edo Kuipers

Marlene Dumas, Pasolini’s Jesus, 2012, olio su tela / oil on canvas, 30x24 cm, courtesy l’artista / the artist, ph.©Peter Cox Milano, Stelline
Pasolini’s Jesus, 2012, ph.©Peter Cox

These are the most beautiful paintings of Marlene Dumas’ exhibition at the Fondazione Stelline in Milan. It is an amazing show. Rich and deep. It has a strong backbone. A coherent thought sustains it. Dumas is a great artist, and we can see it by the fact that she can convinces us even leaving the technique in which she excels: the watercolor. Oil paintings do not reach the intensity of the her watercolors: it is clear even to an untrained eye. But the sincerity and seriousness of these works fill this lack.

I think the best way to approach this exhibition is to watch the video interview to the artist made by Undo.net.

In the next Sundays there will be free guided tours for adults and for adults with children. Here are the dates, times and other useful information

MARLENE DUMAS ALLE STELLINE: LA WINEHOUSE, PASOLINI E GESÙMARLENE DUMAS IN MILAN: EMI WINEHOUSE, PASOLINI AND JESUS

Marlene Dumas, Amy – Pink, 2011
Marlene Dumas, Amy – Pink, 2011 (particolare)

Una mostra con opere inedite, sorprendenti. Difficile che artisti stranieri del calibro di Marlene Dumas presentino in Italia lavori nuovi. Invece la Fondazione Stelline ci è riuscita. Così a Milano approderanno quindici opere-quindici della signora nata a Città del Capo e olandese d’adozione. I soggetti sono spiazzanti: Emi Winehouse, Pier Paolo Pasolini, Anna Magnani, il Crocefisso… Io dico che può essere una grande mostra. Vedremo.

MARLENE DUMAS
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
13 marzo – 17 giugno 2012

Marlene Dumas, Ecce Homo, 2011 olio su tela, 200x100 cm_courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Ecce Homo, 2011 olio su tela, 200x100 cm courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Tree of Life, 2011 olio su tela, 200x100 cm_courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Tree of Life, 2011 olio su tela, 200x100 cm courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Solo, 2011 olio su tela, 175x87 cm_courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Solo, 2011 olio su tela, 175x87 cm courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra



Marlene Dumas, Amy – Pink, 2011
Marlene Dumas, Amy – Pink, 2011 (particolare)

An exhibition of new works, amazing. It is difficult that foreign artists, such as Marlene Dumas, exhibit new works in Italy. But the Stelline Foundation has succeeded. So they will arrivein Milan fifteen works by the southafrican-born lady living in Amsterdam. The subjects are unsettling: Emi WinehousePier Paolo PasoliniAnna Magnani, the Crucifix … I say it can be a great show. We will see.

MARLENE DUMAS
Milano, Fondazione Stelline (corso Magenta 61)
13 marzo – 17 giugno 2012

Marlene Dumas, Ecce Homo, 2011 olio su tela, 200x100 cm_courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Ecce Homo, 2011 olio su tela, 200x100 cm courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Tree of Life, 2011 olio su tela, 200x100 cm_courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Tree of Life, 2011 olio su tela, 200x100 cm courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Solo, 2011 olio su tela, 175x87 cm_courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra
Marlene Dumas, Solo, 2011 olio su tela, 175x87 cm courtesy the artist and Frith Street Gallery, Londra



MARCO CINGOLANI E L’ATTENTATO A WOJTYLA (ALLE STELLINE)

Alla mostra “Pittura europea dagli anni 80 a oggi” in corso alla Fondazione Stelline di Milano è esposto anche questo quadro del pittore milanese Marco Cingolani intitolato “Attentato al Papa” (1989).

Marco Cingolani - Attentato al Papa, 1989

Ho poi trovato online questa intervista di Massimiliano Gioni all’artista, che dice qualcosa del quadro e molto di Cingolani. Qui il brano più significativo:

Massimiliano Gioni: Ciononostante i tuoi coetanei avevano Duchamp: un maestro, se vuoi, al quale guardare. Tu avevi una figura che nel tuo universo avesse lo stesso valore che Duchamp aveva nel loro?

Marco Cingolani: Ma, vedi, dal mio punto di vista loro erano degli antiquari. Io cercavo un altro committente, che non era né il museo né la borghesia. Era dio, in un certo senso: quando il committente è dio, si dipingono i cieli di Tiepolo. Quando il committente è la borghesia, dipingi marine e paesaggi. Se poi il committente è la piccola borghesia, allora costruisci oggetti, perché sono le cose che il piccolo borghese riconosce e mette in casa. Ormai in casa si prende un’installazione piuttosto che una resurrezione, che invece mette in scacco la normale percezione della vita. Ecco cos’era Il ritrovamento del corpo di Moro: era il ritrovamento di Cristo e di qualsiasi morto. E L’attentato al Papa diventa attacco all’Occidente, amplificato dai media, come in una specie di gigantesca agorà.

LA ISTANBUL DI BASILICO – L’ESATTEZZA DELLO SGUARDO

Viceversa, il grande fotografo milanese rimane fedele al proprio sguardo esatto, in cui il senso del mistero non si scosta mai da un’adesione tutta illuminista alla realtà delle cose. Come il narratore di talento sa cavare il fascino delle sue storie dalla scrupolosa messa in fila degli eventi, senza nulla concedere alle facili evocazioni d’atmosfera, così Gabriele Basilico usa la propria formidabile esperienza e tecnica per tenere lontani i fantasmi del preconcetto (quale che sia, è sempre il lavoro duro e serio a snidarlo, a dissiparlo), lasciando che la complessità delle cose si trasformi in esattezza di sguardo.

Luca Doninelli, dal catalogo della mostra “Istanbul 05010″ alla Fondazione delle Stelline di Milano, dal 16 settembre al 12 dicembre 2010