TIENANMEN: LA CENSURA FA CILECCA

da Estremo Occidente
“Su un giornale locale della Cina del sud-ovest è apparso un annuncio pubblicitario a pagamento per rendere omaggio alle “madri di Tienanmen”, l’associazione di mamme degli studenti e dei lavoratori uccisi nella repressione del 1989. Da 18 anni le “madri di Tienanmen” si battono per avere giustizia, ma il regime ignora le loro rivendicazioni, il massacro di Tienanmen resta un tabù e perfino il numero esatto delle vittime della repressione è coperto dal segreto di Stato. L’inserzione a pagamento è uscita nell’anniversario del 4 giugno 1989, il giorno in cui i carriarmati dell’Esercito Popolare di Liberazione schiacciarono nel sangue la protesta democratica di Pechino. La pubblicità, nell’angolo in basso a destra a pagina 14 del quotidiano Notizie della Sera di Chengdu (10 milioni di abitanti, capitale dello Sichuan), reca la scritta “Omaggio alle forti madri delle vittime del 4 giugno”. L’annuncio è sfuggito alla censura. La polizia ha immediatamente aperto un’inchiesta per scoprire come la pubblicità è potuta uscire sul giornale e chi l’ha commissionata”.

WHEN WE WERE KINGS…


Lanciare queste accuse a 33 anni di distanza non è il massimo dell’eleganza. Io, istintivamente, le rubricherei sotto la voce “teorie del complotto”. Ma chi è il ghostwriter di Foreman? Enrico Deaglio?

Da corriere.it
Tretatre anni dopo il «Terremoto nella giungla» («The rumble in the jungle», nella versione originale) fa discutere ancora. Fu definito così il match del 30 ottobre del 1974, a Kinshasa, tra George Foreman e Mohammed Alì, incontro vinto dal leggendario Alì e che ha fatto la storia della boxe. George Foreman, però, 33 anni dopo lancia dei sospetti sul regolare andamento dell’incontro. Nel suo libro «God in my Corner» («Dio nel mio angolo»), l’ex campione del mondo dei pesi massimi avanza il dubbio di essere stato drogato poco prima di salire sul ring. Foreman racconta che ha accusato subito una grande stanchezza, ricordando che la strategia di Alì era quella di incassare i colpi dell’avversario facendolo stancare. Strategia che pagò all’ottava ripresa quando Foreman andò ko.
«Prima che cominciasse l’incontro il mio preparatore – racconta Foreman nelle sue memorie -, mi diede un po’ d’acqua e io gli dissi che ero sicuro che non era semplice acqua perché sapeva di medicina e durante il combattimento sentivo questo sapore in bocca». Foreman continua spiegando che già al terzo round si sentiva stanco come dopo un match di 15 riprese. «Mi chiedevo cosa mi stesse succedendo e pensavo che qualcuno mi aveva drogato», scrive Foreman.

SARKOZY, LE ROI


Aldo Cazzullo sul Corsera:

Dice Sarkozy che, dopo aver festeggiato con duecentomila sostenitori per strada e prima di entrare all’Eliseo, andrà davvero in convento. Non a Mont-Sant-Mihcel (troppi turisti), ma in un posto che gli somigli. “Nei monasteri la morale laica e la morale dello spirito si sono incontrate. La Francia è fatta di quest’incontro” ha sostenuto alla fine della campagna elettorale. E ancora: “La Francia è un lungo mantello di cattedrali. Ma è anche la patria dell’Enciclopedia”.

Fin qui le note di colore. La Ficcanaso, invece, fa un’analisi degna di questo nome e si domanda “Dov’è finita Cécilia?”

I CATTOLICI E SARKOZY

Secondo un sondaggio condotto da CSA e commissionato dal quotidiano cattolico “La Croix”, domenica i cattolici praticanti avrebbero votato per il 37% per Nicolas Sarkozy, per il 20% per François Bayrou e Ségolène Royal, mentre a Jean Marie Le Pen è andato un 11%. Le cose cambiano se vengono considerati i cattolici che si dicono regolarmente praticanti: Sarkozy 45%, Bayrou 20% e Royal 11%.
Per capire la differenza dei due dati leggete qui.

COMPLIMENTI AGLI INDOSSATORI

L’Inter ha vinto lo scudetto. Il mio primo pensiero da juventino va a tutti quei bambini di ormai 18 anni che non hanno mai visto la loro squadra vincere lo scudetto sul campo. Sono contento per loro perché, come diceva il personaggio di non mi ricordo più quale film, “non può piovere per sempre”. Il secondo pensiero va all’unico tifoso interista che ha detto qualcosa di sensato negli ultimi anni e ha avuto il coraggio di scrivere questo. Il terzo pensiero va a Zlatan Ibrahimovic il solo giocatore dell’Inter che ieri ha detto le cose come stanno: “Dove vado io si vince. È successo con l’Ajax, con la Juve e adesso con l’Inter. Questo è il mio quarto scudetto scudetto di fila”. Il quarto pensiero va alla redazione del Corriere della Sera Online che da ieri pomeriggio mette in bocca al povero Moratti una cosa che – stando a quello che scrivono – non avrebbe mai detto: “Finalmente, gli altri rubavano”. L’ultimo pensiero va a Guido Rossi, il miglior dirigente dell’Inter dell’ultimo ventennio.

DELUSIONI DALL’ITALIA

A proposito di delusioni italiote: qui in Svizzera è giunta notizia che all’Italia non è stata affidata l’organizzazione degli Europei di calcio del 2012. Mi dicono che una ministro bionda ha quasi versato lacrime di delusione. Diciamo subito che politicamente e economicamente è un buco nell’acqua, non c’è che dire. Ma dal punto di vista del tifoso tutto cambia: volete mettere vincere gli Europei all’estero con il perderli in casa?